SEGUENDO ANTICHE TRACCE
Spedizione esplorativa
“ TERRE ALTE - Uyuni Avaroa 2010 “
AKAKOR GEOGRAPHICAL EXPLORING, è un'associazione culturale italiana nata nel 1992 con l'obiettivo di tutelare e valorizzare la natura e l'ambiente, progettare ed effettuare esplorazioni, condurre studi tecnico-scientifici e realizzare progetti ed interscambi culturali in diverse aree d'attuazione.
Il Team AKAKOR da oltre 18 anni organizza e gestisce progetti esplorativi in ambito geografico, con particolare interesse verso il mondo sotterraneo e subacqueo, ambientati su aree remote del pianeta, collaborando con Istituzioni, Enti ed Università.
Poiché la diffusione della cultura sul patrimonio naturale ed archeologico ai vari livelli è il complemento indispensabile d'ogni progetto esplorativo, AKAKOR dedica particolare attenzione a quest' aspetto e tutto ciò ha consentito pubblicazioni di vario genere sulle maggiori riviste mondiali, una presenza consolidata nei siti della net-information, nonché una forte presenza televisiva, in Italia e all'estero.
Attraverso le nostre ricerche cerchiamo infine di contribuire in modo concreto alla conservazione delle aree in cui operiamo, oltre alla sensibilizzazione delle popolazioni che vi gravitano con un insieme d'iniziative che amplificano il concetto d'intercambio tecnico e scientifico culturale.
I successi esplorativi di questi ultimi anni hanno fatto sì che, attraverso pubblicazioni, filmati, manifestazioni e incontri, l'associazione sia stata conosciuta ed apprezzata, non solo a livello locale ma anche al di fuori dei confini nazionali attraverso consulenze, partecipazione a progetti, richieste di collaborazione a vario titolo da parte di governi, istituzioni e organizzazioni culturali e scientifiche.
I luoghi di esplorazione vanno dalla Bolivia (immersioni nel lago Titicaca, scavi nel centro cerimoniale di Tiwanaku, studi di acclimatamento all’altitudine sui massicci andini, esplorazioni subacquee nelle lagune colorate a più di 5.000 metri, punte avanzate e topografie di grotte a Torotoro (Potosì), rilevazione, catalogazione di pitture rupestri nel Salar di Uyuni) al Brasile (esplorazioni sui tepuy amazzonici, grotte all’interno di foreste atlantiche, immersioni in risorgive); dall’Islanda (analisi e studio delle acque di scioglimento dei ghiacciai) all’Italia (speleo-subaquea in cavità alpine).
La spedizione di quest’anno “Terre Alte – Uyuni/Avaroa 2010” si svolgerà in due fasi distinte: nella prima fase lo staff AKAKOR si recherà a Torotoro, allo scopo di terminare alcune topografie, continuare le perlustrazioni, effettuare nuove ricerche geologiche, paleontologiche e archeologiche e organizzare corsi di formazione alle guide e alle guardie parche del SERNAP – Servizio Boliviano di Aree Protette. La seconda parte si svilupperà sulle Ande boliviane, in territori sconosciuti, ed in condizioni estreme. Saranno esplorate barriere coralline fossili sulle coste del Salar Uyuni, per passare successivamente allo studio idrogeologico delle lagune sugli altipiani al confine con il Cile, per poi affrontare un’impresa difficilissima: salire sulla cima del vulcano Licancabur (5960 metri) e scendere poi nel cratere per esplorarlo a fondo alla ricerca di strutture precolombiane.
Strutture che sono state trovate anche sul fondo del Lago Titicaca, il quale è stato teatro di 5 spedizioni di ricerca subacquea che ha portato a dimostrare che i suoi fondali celano immensi tesori archeologici come strade, terrazzamenti, porti, templi ed intere città sommerse che possono finalmente svelare le origini delle culture precolombiane. Durante le spedizioni sono state scoperte tracce che indicano livelli inferiori delle acque, nel periodo pre-incaici, tra 5.000 e 10.000 anni fa. Il successivo aumento del livello delle acque può avere coperto le possibili costruzioni situate sulle precedenti linee di costa. A 120 metri di profondità, grazie a un ROV (Remotely Operated Vehicle) sono state filmate strade e documentati muri di contenimento (probabilmente usati per l'agricoltura), il tutto risalente, come dimostrano le analisi, proprio a seimila anni fa. I media di tutto il mondo si sono gettati sulla notizia anche per un particolare di grande suggestione: il ritrovamento di un idolo d'oro di circa 35 chili; questa statua ha fatto subito pensare all'esistenza di un favoloso tesoro, sogno di molti pirati.
Secondo la storiografia ufficiale, la culla della civiltà preincaica sarebbe l'attuale Isola del Sole. AKAKOR ha teorizzato invece che tra i cinque e gli otto mila anni fa, il bacino del lago Titicaca era molto ridotto, quasi asciutto. L'Isola del Sole allora non era affatto un'isola e grazie a rilievi batimetrici, è stato trovato il camminamento che la collega al continente a circa 75 metri di profondità. Il tutto è stato metodicamente mappato e ora quello che resta da fare è ritornare per trovare la vera Isola del Sole, che si trova sott'acqua.
In più Akakor ha scoperto qualcosa di incredibile: da secoli per via orale, gli abitanti del luogo si tramandavano l'esistenza di una grotta dove si perpetrava il sacrificio di esseri umani, con riti che contemplavano l'uccisione di 200 bambini in un sol giorno. Nessuno sapeva dove si trovasse questo luogo e addirittura se ne dubitava l'esistenza.
Il luogo è stato ritrovato e con esso i resti dei bambini uccisi.
Sacrifici che si consumavano anche nella città megalitica di Tiwanaku. Controversa la datazione della sua origine, si sviluppò, secondo alcuni, a partire dall'anno 1.580 a.C., altri ritengono di poter stabilire la sua nascita già a partire dal 2.000 a.C. fino ad arrivare alle teorie di Posnasky, padre dell'archeologia boliviana e il primo scienziato ad interessarsi di Tiwanaku, secondo cui la civiltà che l’edificò esisteva già prima del 10.500 a.C. Con certezza si sa che, all’arrivo dei conquistatori spagnoli, la città era abbandonata ed in parte già in rovina (opera del tempo alla quale essi diedero un congruo contributo!) e che, persino all’arrivo degli Incas in Bolivia, la civiltà era irrimediabilmente decaduta. Tiwanaku costituisce oggi un complesso archeologico d’enorme interesse e con esso la Piramide di Akapana, una delle più grandi piattaforme artificiali al mondo,( piramide tuttora in fase di esplorazione da parte di Akakor).
Diversamente dalle grandi piramidi mesoamericane, l’Akapana presenta una base di forma irregolare, la quale richiama nella pianta una croce andina. particolare ripetuto più volte in tutto il centro cerimoniale. Sette gradoni sovrapposti si innalzavano originariamente fino ad un’altezza di circa 35 metri, attraversate da imponenti scalinate fiancheggiate a loro volta da piedistalli e statue di basalto nero. Alcune di queste statue, recentemente portate alla luce, raffigurano con tratti straordinariamente plastici e precisi le fisionomie di puma seduti o figure umane L’ascesa alla sommità della piramide era probabilmente scandita da una successione di portali monolitici in andesite, dei quali solo uno resta attualmente in sito, caduto e spezzato in più parti. Attualmente dell’antico tempio solo due file parallele di pilastri, tuttora semisepolti, restano a indicare la posizione di quello che era probabilmente uno dei due ingressi principali, precisamente orientati verso il sorgere ed il calare del sole. Ciò che desta tuttavia il maggiore interesse, è quanto si potrebbe celare sotto al tempio stesso.
L’intera piramide risulta, infatti, attraversata da un dedalo di passaggi, tunnel e condutture, a loro volta intersecate da pozzi verticali e collettori più piccoli, a riprova di un’opera ingegneristica con pochi eguali nel mondo antico, al punto da suggerire ardite analogie con gli identici condotti all’interno della grande piramide di Giza e dar così vita ad un’incredibile successione di ipotesi riguardo all’esistenza di camere segrete all’interno o al di sotto della piramide. Durante 3 spedizioni sono stati ripercorsi dopo 4.000 anni i tunnel situati all’interno della piramide di Akapana, non senza difficoltà, visto le angustie misure (45 x 60 cm), sono stati recuperati alcuni manufatti, raccolti campioni di stalattiti per essere esaminati e datati ed infine è stato installato al centro del tunnel principale un apparecchio elettronico (data logger TESTO) per registrerà ad intervalli regolari una serie di dati quali movimento, temperatura umidità.
Con la spedizione Terre Alte in oltre, inizierà un progetto di documentazione video che vedrà coinvolto lo studio di produzioni documentaristiche FINALCUT production.
www.finalcutproduction.it